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Quattordici fortissimi pilastri esterni, costituiti di massi in pietra battuta rinforzano la chiesa nei fianchi e sopportano i contrafforti della grande volta. Ad essi corrispondono, all’interno, i pilastri che scandiscono l’alternarsi delle cappelle laterali.
Pregevoli sono le porte laterali che risentono probabilmente delle indicazioni progettuali dell’architetto della Collegiata, Giovanni Maria Filippi.
La lapide infissa nella parete occidentale raffigura il busto del celebre proto-notaio don Giambattista Tamburini con accanto quelli, appena abbozzati, di due suoi nipoti. Sul lato Sud è collocata una grande meridiana con la scritta che riproduce i versi di Ovidio "Tempora labuntur, tacitisque senescimus annis" ; anch’essi ricordano lo scorrere del tempo, ed il nostro, silenzioso ma ineluttabile, invecchiare. In alto il campaniletto, costruito agli inizi del Settecento, con la campana che chiamava alle sacre funzioni i canonici.
Sul lato orientale, in piazza Prospero Marchetti, una scaletta in pietra porta a quella che ora, impropriamente, viene chiamata "cripta". Le due stanze, cui si accede attraverso una stretta portina, erano fino alla primavera del 1989, ricolme di resti cimiteriali. Essi erano stati posti, in occasioni diverse, in quegli spazi che costituivano un tempo la cripta dell’antica chiesa dedicata a S. Michele nel cimitero di Arco.
  L'esterno della Collegiata
Vista aerea  
Chiesa che poi era stata abbattuta nella sua parte superiore per far posto alla nuova chiesa Collegiata.La paziente e scrupolosa opera di sgombero ha permesso il ritrovamento di importante materiale archeologico: anelli di varia foggia, medaglie, crocefissi, grani di rosario, resti in ceramica risalenti ad epoche diverse. La prima stanza presenta un pavimento in cotto a lisca di pesce; si può notare come le fondamenta del pilastro vadano ad interrompere la volta preesistente.
Da un imponente portale in pietra rossa con soglia monolitica si accede alla seconda stanza che presenta due sarcofagi posti nelle nicchie laterali. Sopra quello di destra, oltre lo scialbo, affiorano preziosi affreschi su più strati. Raffigurano un vescovo con mitria e pastorale ed un gruppo di persone inginocchiate ai piedi della croce. Sul fondo di questa seconda stanza si può osservare, in alto, la grande pietra ovale della tomba dei conti d’Arco. Un tempo questo spazio finale era separato dal resto della "cripta" da un muro edificato grossolanamente ed ora asportato. Sul lato destro una scala in pietra porta fin sotto il pavimento della chiesa Collegiata.
Lo scavo ai piedi di un sarcofago ha messo in luce resti di antiche sepolture: uno scheletro di donna con accanto uno di bambino. In questo luogo si può quindi osservare il succedersi di tre epoche storiche diverse: le antiche sepolture, probabilmente di epoca romana, la cripta della chiesa medioevale di S.Michele, il pavimento della sovrastante chiesa collegiata, edificata nel Seicento.

   L'interno (2/3)
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