Sei in: Home >> Natura >> Territorio e Clima >> La conformazione territoriale (1/3)
 

Se la storia di Arco è ricca di aspetti di grande interesse, se il castello, i palazzi e le chiese sono monumenti in cui l’arte è manifestazione chiara di civiltà in progresso, aperta a sempre nuovi orizzonti, l’ambiente naturale in cui Arco è collocata è altrettanto unico.

Arco si trova nella conca del Basso Sarca, nel Trentino meridionale; il suo territorio fa parte del bacino idrografico dell’immissario del Lago di Garda: il fiume Sarca, che nasce dai ghiacciai del Gruppo Adamello-Presanella. Ma un’altra nomenclatura è tornata in uso per definire questo territorio, velata di una patina antica e quindi forte di nobili caratteri: il Sommolago.

Ed in questo dualismo sta l’unicità del territorio arcense: se infatti la pianura con i suoi parchi e giardini, è impregnata di toni mediterranei dovuti a fattori diversi, le vette dei monti circostanti delimitano un areale tipicamente alpino. Agli occhi di chi arriva in Arco dalla vallate limitrofe appaiono scenari sempre diversi: il verde cangiante della vegetazione, le rocce lambite o baciate dal sole, le colline dell’olivaia con i muri a secco, i lecci che vincono gli strapiombi, le campagne fertili e ben coltivate, le giogaie di monti e, in lontananza, le acque azzurre del Garda.
Dagli olivi ai mughi, scrive Richard Keller nel libro “Arco nel suo verde”, e mai immagine è stata più chiara nella sua semplicità per rappresentare la varietà di situazioni climatiche presenti nel Basso Sarca (o Sommolago).
 
  Vista aerea del Basso Sarca
La valle, di chiara origine glaciale, presenta, in vicinanza di Arco, un fondovalle alluvionale delimitato ad Est ed Ovest da catene montuose dalle diverse caratteristiche. Il fianco orientale presenta un profilo piuttosto uniforme, verde di prati e di boschi, dominato dal M. Stivo (m. 2059) e terminante verso il lago con la propaggine del M. Creino. Il fianco occidentale invece è segnato da rilievi nudi ed aspri. La “fortezza” rocciosa del M. Collodri precede la rupe del Castello. Più ad Ovest, oltre la valletta di Làghel, si incontra la collina del Baòne e più in là ancora la dorsale culminante nel M. Biaìna(m. 1413). A chiudere a Nord-Ovest la valle sorgono il Monte S. Pietro e il Monte Misone (m.1804). Ma anche questi rilievi, così mossi nella loro struttura, s’addolciscono nelle loro falde ospitando i gradoni argentei dell’olivaia.
Ad eccezione dell’apertura valliva verso Nord, il territorio di Arco risulta un grande anfiteatro, avanti al quale si distende un’ampia campagna, costellata qua e là di centri abitati e case sparse; un lembo del territorio del Comune di Arco arriva fin sulla sponda del Benaco.