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Ed è proprio questo anfiteatro la nicchia naturale entro cui sussiste una situazione climatica favorevole, grazie alla concomitante presenza di fattori benefici.
Scriveva nel XVI secolo Scipione de Castro, un portoghese ospite dei Conti d’Arco:
“In questo tempo, per quanto si sia ai primi di dicembre, mi par di vivere nel paradiso terrestre, un’eterna primavera di fiori, di frutta, di un mitissimo clima, che mi ridona le forze e la salute...
Un paese che potrebbe esser cantato da greci e da latini”.
Allo sbocciare dell’epoca felice del Kurort, numerose guide turistiche esaltarono il clima di Arco, facendolo conoscere soprattutto agli ospiti mitteleuropei. Le osservazioni sistematiche compiute in quell’epoca e poi quelle effettuate a partire dal 1949, prima per iniziativa dell’Associazione Medica del Centro Sanatoriale e poi dall’Azienda Autonoma di Cura e Soggiorno (ora A.P.T. del Garda Trentino), forniscono dati sufficienti per tracciare un quadro scientificamente valido della situazione climatica di Arco.
Vi sono caratteri peculiari quali le precipitazioni, l’eliofania, lo spirare dei venti, la presenza termoregolatrice del Garda che insieme determinano il clima di Arco, comunemente definito mite.
L’inverno presenta in media pochi giorni di gelo, circa 17; le temperature minime in questi giorni raggiungono al massimo -5°C. Le precipitazioni sono scarse; la neve cade di rado e non rimane che poche ore sul fondovalle. Caratteristica del clima invernale di Arco è che l’umidità relativa dell’aria in gennaio e febbraio risulta minore che in tutti gli altri mesi; ciò comporta la quasi totale assenza di nebbia. Nei parchi, a dicembre e gennaio, si diffonde il profumo inconfondibile dei fiori di calicanto. Poi tra i ceppi cavi degli olivi spuntano le viole mammole ed i pendii delle colline circostanti si macchiano del giallo delle primule e del rosso scuro delle eriche.
 
  Un agave sulla rupe del castello
Mimosa nel centro di Arco  
In primavera la temperatura sale rapidamente; di giorno oscilla fra i 15 e i 25° C, mentre due notti su tre presentano temperature superiori a 8°C. Verso la fine del mese di marzo comincia a farsi sentire il regime locale dei venti periodici, con la brezza di lago e la brezza di terra.
All’inizio di marzo le siepi splendono delle lunghe aste gialle delle forsizie o dei boccioli rossi del piracanto.Negli orti i mandorli in fiore segnano per primi l’avvento della stagione amica e le mimose offrono i loro fiori.
L’estate di Arco è calda; la media delle temperature massime è, in luglio, di 28,4°C e in agosto di 27,2°C. Ma, grazie all’òra del Garda che spira soprattutto nel pomeriggio e alla brezza di monte che scende nella notte verso il piano, i giorni d’estate risultano scarsamente afosi. Raramente l’estate è caratterizzata da totale siccità; si verificano invece precipitazioni di breve durata ma intense, così da togliere poche ore di insolazione. Già in maggio gli orti, i giardini ed i parchi si sono vestiti a festa: il lillà, il maggiociondolo, le ginestre, le magnolie, le rose creano cocktails inebrianti per chi vuole immergersi nella natura. Poi in giugno la bianca pioggia dei fiori d’olivo si diffonde ovunque.
L’autunno è la stagione delle piogge nel settore settentrionale del Mediterraneo e così è anche ad Arco; ottobre e novembre sono i mesi con la massima somma di precipitazioni. Ma se il sole rimane padrone del cielo per diversi giorni, allora la natura rivela i suoi mille colori.
Le rocce sembrano brillare più calde, punteggiate dai cespugli rossastri dello scotano; il cielo è più terso, a disegnare felici scenari di operosità per la vendemmia e la raccolta della frutta.
Nell’olivaia i contadini appoggiano le lunghe scale ai tronchi contorti degli olivi; le bacche nere e verdi saltellano nei teli e vanno a gonfiare i grandi sacchi di iuta da portare al torchio.
  Un bosco in autunno al limite della città

Magnolia fiorita in primavera

Negli orti e lungo i canali piante maestose di cachi offrono luminarie arancione ed i frutti dei melograni si aprono in uno splendido sorriso. Questa naturalmente è la situazione climatica di Arco nella parte del suo territorio collocata nel già citato anfiteatro o nicchia mediterranea. Salendo lungo i fianchi delle montagne circostanti, l’altitudine modella gli aspetti stagionali, ma i benefici del clima mediterraneo non spariscono del tutto.
E se la neve primaverile incappuccerà la cima dello Stivo, la osserveremo tra i rami fioriti della magnolia.
 
   La conformazione territoriale (1/3)
La Vegetazione spontanea (3/3)