Sei in: Home >> Storia >> Dalla nascita della città ai giorni nostri >> Età del Rame e Romanità (1/5)
 

Le fonti storiche che presentano Arco come comunità socialmente organizzata risalgono all’epoca medioevale, ma tracce di civiltà più antiche sono state ritrovate e continuano tutt’ora ad emergere.
Reperti archeologici (i più importanti in località Moletta-Patone) attestano insediamenti preistorici risalenti all’età mesolitica e neolitica. Le statue-stele antropomorfe, riportate in luce recentemente e risalenti all’età del Rame, indicano la presenza di un luogo di culto di importanza sovraregionale.

La romanità arrivò nel Sommolago probabilmente nei primi decenni dopo Cristo e lasciò segni indelebili. Tombe, perimetri o pavimenti di ville romane, lapidi incise, sarcofagi, monete sono stati rinvenuti a più riprese ed in epoche diverse. Sulla valle i Romani stesero poi il grande reticolo della centuriazione delle terre e della viabilità, che ancora oggi possiamo riconoscere; il territorio era legato a Brescia e alla dominante gens Fabia.
  Statue stele
In epoca longobarda troviamo ricordati Arco ed altri luoghi vicini in un documento del 771 d.C.; si tratta di una permuta di beni fra Angelsperga, badessa del Monastero di San Salvatore di Brescia, ed Andrea chierico da Sirmione, mentre regnavano Desiderio e suo figlio Adelchi: "...a Summo laco id est terra de domo cultile in vico que nominatur Arquo...".