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Occorre arrivare alla metà dell’Ottocento per vedere il volto di Arco cambiare radicalmente.
Per iniziativa di una borghesia imprenditoriale che assunse sempre più il ruolo guida della comunità, la città si espanse oltre le mura che in massima parte vennero abbattute e si favorì la rettifica o la creazione di una nuova viabilità per facilitare le comunicazioni e gli scambi commerciali.
Verso il 1872 si intuì che lo sviluppo economico di Arco poteva dipendere dal proprio clima, così mite soprattutto nel periodo invernale: nacque il Luogo di Cura, il Kurort. Imprenditori di Arco e poi austriaci e germanici si attivarono per creare ville (circondate da magnifici giardini), alberghi, luoghi d’incontro, giardini pubblici; ad Arco arrivò il "trenino", la ferrovia Mori-Arco-Riva. L’economia locale ne trasse grande beneficio.
Motore e calamita di questa piccola rivoluzione fu l’Arciduca Alberto d’Asburgo,  cugino dell’imperatore Francesco Giuseppe. Egli decise di realizzare in Arco la propria residenza invernale, la grande Villa Arciducale.

  Villa Hedwig
L'Arciduca Alberto d'Asburgo e il Re delle Due Sicilie Francesco II di Borbone Attorno all’edificio si sviluppò un parco lussureggiante di specie arboree mediterranee ed esotiche ed un razionale frutteto. Un’altra presenza significativa fu quella dell’esiliato re delle Due Sicilie Francesco II di Borbone, amico dell’Arciduca. Entrambi passeranno i loro ultimi giorni in Arco.
Le direttrici dello sviluppo urbanistico di Arco si rivolsero verso Sud e verso Ovest, con viali alberati, su cui si affacciavano le ville dell’alta borghesia austriaca e germanica. Ci si accorse poi che il clima di Arco procurava effetti benefici nella cura delle malattie depressive e polmonari. L’aria pura, le lunghe passeggiate nel verde, i concerti e le letture nelle sale del Casinò, erano l’offerta che Arco porgeva ai suoi ospiti. Vennero stampate le prime guide turistiche per visitare ed apprezzare Arco e dintorni.
Qualche villa o qualche albergo si trasformò, silenziosamente, in casa di cura per le persone affette da "mal sottile". Fu l’epoca delle importanti frequentazioni, fedelmente riportate nelle Curlisten. Il primo conflitto mondiale interruppe quest’epoca felice, e al tempo stesso malinconica, che assisteva consapevole al proprio declino.
 
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