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L’evoluzione urbanistica portata dall’avvento del Kurort ha creato l’importante direttrice verso Ovest (la via delle Ville, ora via Capitelli), i giardini pubblici a Sud del borgo con l’Hotel delle Palme (ora Ospedale Armani), il Casinò Municipale con la veranda,  la Villa Igea (sede della Cassa Rurale di Arco).
Altri edifici vennero realizzati alla periferia, lungo le antiche strade per Torbole e per Riva.
Attorno a questi assi viari, si sono creati, a partire dagli anni Cinquanta e Sessanta, nuclei di abitazioni che hanno colmato molti spazi riservati un tempo all’agricoltura.
Negli anni Sessanta, si è sviluppata l’area industriale nella periferia Sud, in un territorio compreso fra il fiume Sarca e il Monte Brione.

  La rupe con la Torre Renghera
La veranda del Casinò Municipale Aree artigianali sono cresciute in località S.Giorgio e in località Madonna delle Grazie. Altra notevole espansione urbanistica si è avuta nel romarzollese. Negli ultimi anni lo sviluppo urbanistico di Arco ha investito soprattutto due direttrici; il sobborgo di Mogno e Caneve, ad Est della città, e la periferia Sud, lungo la strada statale 45 bis che collega Arco con Riva.
In questo tessuto urbano, in questa ragnatela di viali, strade e vicoli, sono posti, come tanti gioielli su un drappo di velluto, tesori preziosi di architettura, di arte, di cultura.
Le pagine che seguono li presenteranno; per il visitatore sarà un’occasione per scoprirli, per il residente per conoscerli meglio; per tutti sarà l’occasione di ammirarli.

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