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La chiesa di S.Martino

 

Massone deriva probabilmente il suo nome dal termine latino "mansio" che significa maso, masseria, a testimonianza che l’angolo di Nord-Est dell’Oltresarca avrebbe visto già in epoca imperiale e anche dopo le invasioni barbariche insediamenti agricoli ben strutturati. Il fulcro del paese è la piazza Giuseppe Caproni; la presenza più significativa è la chiesa parrocchiale dedicata a S. Giovanni Evangelista.
Essa consta di un corpo architettonico antico, sottoposto a lavori di restauro nella seconda metà del Cinquecento. Verso il 1860 la struttura della chiesa venne profondamente modificata; si creò l’abside ed un altare laterale, si elevarono e consolidarono le muraglie perimetrali, si inglobò il campanile nella facciata. L’interno della chiesa presenta una struttura a tre navate; alcuni aspetti sono da osservare con cura.
Pregevole è, ad esempio, la statua in stucco duro della Pietà risalente alla prima metà del secolo XV. Essa era custodita un tempo nella Collegiata di Arco.

  Interno della chiesa di s.Martino
Palazzo della Contessa Nostra di Castelbarco  
L’altare sul lato a Sud presenta una preziosa ancona in legno realizzata da Marco Sandelli detto il Moretto nel 1577. Al suo interno una tela con la Crocifissione opera del pittore Giovanni Antonio Zanoni di Massone (1603). Sul alto opposto vi è l’altare in marmo dedicato a Santa Lucia, patrona del paese; è opera del maestro lapicida Stefano Paina (prima metà del Settecento). Ai lati dell’altare sono le statue di S. Rocco e S. Valentino realizzate, in pietra locale, nel 1758 dallo scultore Francesco Faber, nativo di Innsbruck ma operante ad Arco. Di recente collocazione (1992) è la statua della Madonna di Loreto, opera di Umberto Zanin. La patrona degli aviatori ci riconduce all’illustre personaggio nato a Massone: Gianni Caproni. La casa natale del pioniere dell’aeronautica chiude la piazza ad occidente. Un altro palazzo di grande interesse storico si trova poco distante dalla chiesa, al bivio della strada che conduce a Bolognano. Fu nel Cinquecento la residenza della contessa Nostra di Castelbarco, consorte di Odorico il Giovane e poi di Vinciguerra d’Arco.
 La sua fu una vita tormentata per le continue controversie con la cognata Orsola di Cles. Accanto al palazzo vi era anticamente una fornace; ora è rimasto un monumentale porticato. Era in questo luogo che spesso si svolgevano le riunioni dei cittadini della comunità di Oltresarca. Il portale d’ingresso al cortile reca lo stemma dei conti d’Arco, del ramo di Odorico.
Il capitello a due nicchie nell’altra piccola piazza del paese ricorda due persone nate in epoche diverse a Massone, entrambe animate nella loro vita da grande spirito di solidarietà. Il primo è il medico Francesco Saverio Ribbia (1751-1843), insigne benefattore dell’Ospitale di Arco; il secondo è padre Saverio Torboli, missionario trucidato in Mozambico nel 1984.

     San Giacomo (3/6)
San Martino (5/6)