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L'orologio e "el porteghet"

 

Il centro storico di San Martino si sviluppa attorno ad un’asse principale che percorre la base del colle su cui si trova, circondata dagli olivi, la bella chiesetta dedicata al santo vescovo di Tours.  Di origini molto antiche (si ritiene fondata da un gruppo di monaci benedettini), nella seconda metà del Cinquecento la chiesina venne interessata da importanti interventi di ingrandimento. Il presbiterio ed il campanile risalgono a quest’epoca.
La chiesa è ad un’unica navata; ai lati del presbiterio due altari; suggestivo nella sua semplicità è il tetto ligneo a carena di nave. Accurati lavori di restauro hanno messo in luce sulla parete Nord preziosi affreschi, disposti su due livelli, e risalenti con tutta probabilità alla seconda metà del Trecento. Potrebbero essere opera della scuola di Federico del fu Bonanno da Riva ed in particolare di suo figlio Giacomo da Riva, attivo in quel periodo nel Trentino. Un’opera più recente è invece la tela contenuta nell’altare ligneo di sinistra; rappresenta la Madonna col Bambino e, più sotto, S. Lucia e S. Apollonia; sullo sfondo il paesaggio di Arco. La tela è firmata Z.A. 1612, sigla che deve essere riferita al più volte menzionato pittore Giovanni Antonio Zanoni di Massone. Il piccolo sagrato antistante la chiesa è un balcone sulla valle; di fronte le rocce vive del Collodri e della rupe del Castello, macchiate qua e là dalle chiazze nere dei lecci. Poco distante da San Martino, un viale segnato da secolari cipressi conduce al Convento dei frati cappuccini.

  Interno del convento il chiostro

Il convento dei frati Cappuccini di s.Martino


Fondato nel 1585 per volontà dei conti d’Arco, sorse accanto alla preesistente, antica chiesetta di San Lorenzo (priorato spettante all’arciprete di Arco). Nel 1593 fu consacrata la nuova chiesa e la cappella sul dosso di San Lorenzo venne da quel momento un po’ trascurata.
La vita del convento fu sempre strettamente legata alla vicende storiche che interessarono il contado di Arco e, più generalmente, il Trentino. Alcuni cappuccini del convento di S. Martino diedero la vita prodigandosi nella cura degli appestati durante la grande epidemia del 1630. Nel 1787, per volontà dell’imperatore Giuseppe II, il convento venne soppresso; i frati tornarono nel 1800, ma per pochi anni. L’occupazione napoleonica li allontanò dal 1810 fino al 1816.
Dopo queste occupazioni (e spogliazioni) si procedette ad un’impegnativa opera di ricostruzione del convento, grazie anche alla generosa collaborazione delle comunità locali. Un’ultima minaccia per la comunità dei cappuccini fu rappresentata dalla Prima Guerra Mondiale. Alcune bombe caddero sul convento, danneggiandolo seriamente, ed i frati furono costretti ad abbandonarlo. Una recente opera di restauro ha saputo splendidamente mettere in luce le sue peculiarità architettoniche.
Nella chiesa vi sono alcune tele di grande pregio artistico. Si veda, ad esempio, la pala dell’altare maggiore raffigurante la Vergine Santissima in un coro di angeli e con ai lati S. Francesco e S. Lorenzo; è opera del pittore veronese Paolo Farinati (1787). I quadri della Via Crucis sono stati dipinti da Giuseppe Craffonara (1790 - 1837), pittore rivano, tra i più validi artisti del periodo neoclassico in Trentino. L’affresco sotto vetro sulla parete Sud della chiesa proviene dalla Collegiata di Arco e raffigura forse l’antica Pieve.