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Presbiterio della chiesa di S.Rocco

La Crocifissione

 

Ultimo anello di questa formidabile collana (e forse la perla più bella) è la chiesa di San Rocco a Caneve di Arco. Essa venne edificata probabilmente negli ultimi decenni del Quattrocento per ricordare le nozze (1480 circa) fra il conte Odorico d’Arco e Susanna, contessa di Collalto, e presenta aspetti artistici e storici di notevole interesse.
Nel presbiterio, gli affreschi sulle pareti sono stati in parte intaccati dall’apertura di una porta, dall’ampliamento di una finestra e dalla collocazione sul fondo di un altare ligneo. Sulla parete Ovest si può ammirare una grande scena; rappresenta S. Rocco che, ammalato, viene soccorso da un cane bianco che gli porta del pane. È proprio su questa parete che sono in massima parte incise delle iscrizioni che ricordano fatti importanti accaduti in periodi diversi; la più antica risale al 1506 e ricorda una inusuale nevicata avvenuta sui monti circostanti nel mese di luglio. Il personaggio a lato che con una mano saluta è, con tutta probabilità, Odorico d’Arco; sulla parete opposta vi era quasi certamente la moglie Susanna che rispondeva al saluto. Sopra la medesima finestra, ora chiusa, vi è la sigla di Gaspare Rotaldo, pittore di Riva, artefice di parte di questi affreschi. Negli angoli sono rappresentati i castelli di Odorico (Arco) e di Susanna (Collalto - Treviso). Sulla parete di fondo sono rimaste leggibili le grandi figure di S. Antonio con il maialino ai suoi piedi e di S. Fabiano papa, mentre si intravvedono le immagini di S. Sebastiano e di S. Rocco. Sulla volta sono raffigurati i simboli dei quattro evangelisti circondati da putti e da fascioni decorativi. Nella fascia più bassa, le insegne dei due casati (Arco e Collalto) si alternano ad immagini di armi, scudi ed elmi. Sulle pareti dell’aula sono rappresentate invece le sequenze della Via Crucis, con il grande quadro della Crocifissione che sovrasta l’arco di accesso al presbiterio.
Questi affreschi risalgono ai primi decenni del Cinquecento e sono probabile opera di Dionisio Bonmartini, operante in Arco nella prima metà del secolo XVI. L’affresco nell’angolo di Sud-Est rappresenta invece l’adorazione al Santissimo da parte di tre personaggi con ai lati le figure di S. Girolamo e di S. Rocco. I

 

Particolare


S.Rocco e il cane:parete ovest.

 santi raffigurati nella pala dietro l’ostensorio sono S. Sebastiano con il corpo trafitto dalle frecce e S. Bernardino che mostra il proprio monogramma, "IHS" nel sole raggiante. Ma le presenze artistiche più rilevanti nella chiesa di S. Rocco sono le pale degli altari laterali e le loro predelle. Essi sono quasi certamente opera di Marcello Fogolino e della sua scuola; questo pittore di origine veneta fu uno dei massimi esponenti dell’arte pittorica trentina del Cinquecento. Al servizio di Bernardo Clesio, decorò molte stanze del Castello del Buonconsiglio a Trento. In omaggio al suo mecenate, Fogolino rappresenta nella pala a destra S. Vigilio il cui volto ha le sembianze del Clesio; ai lati del vescovo-martire vi sono S. Girolamo con il leone e S. Antonio con il fuoco sul palmo della mano.
Sull’altra pala la Madonna in trono con il Bambino è affiancata da S. Agostino e da S. Bernardino. Di grande vivacità sono le scene raffigurate nelle predelle; gli accostamenti cromatici, la precisione del segno, il movimento che sembra scaturire dall’atteggiarsi dei personaggi, sono la testimonianza più certa della mano di un grande artista.