{"id":109,"date":"2016-05-29T13:54:38","date_gmt":"2016-05-29T11:54:38","guid":{"rendered":"http:\/\/arco.org\/?page_id=109"},"modified":"2016-06-01T10:10:32","modified_gmt":"2016-06-01T08:10:32","slug":"palazzo-dei-panni","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.arco.org\/?page_id=109","title":{"rendered":"Palazzo dei Panni"},"content":{"rendered":"<p>\u201cQuesto \u00e8 il Palazzo, ch\u2019era di sua eccell.za il Sig. conte Emmanuele d\u2019Arco &#8230; che avealo ereditato dal suo zio paterno sua Ecc.za il signor Giambattista, figlio del cel. Maresciallo signor conte Prospero\u201d. Questo scrive nel 1787, ne \u201cLo Stato delle Anime\u201d l\u2019arciprete Santoni circa l\u2019origine di questo palazzo che si trova all\u2019inizio di via G. Segantini per chi arriva dal ponte sul fiume Sarca.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-502\" src=\"http:\/\/arco.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/biblioteca1.jpg\" alt=\"biblioteca1\" width=\"261\" height=\"162\" \/> <img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-505\" src=\"http:\/\/arco.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/palazzopanni.jpg\" alt=\"palazzopanni\" width=\"197\" height=\"233\" \/> <img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-504\" src=\"http:\/\/arco.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/mascherone.jpg\" alt=\"mascherone\" width=\"139\" height=\"148\" \/> <img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-503\" src=\"http:\/\/arco.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/biblioteca2.jpg\" alt=\"biblioteca2\" width=\"267\" height=\"183\" \/><\/p>\n<p>Questo palazzo \u00e8 quello meno antico dei tanti che si trovano in Arco, tutti propriet\u00e0 (un tempo) della nobile famiglia dei conti d\u2019Arco. Sul portale d\u2019ingresso \u00e8 visibile lo stemma dei d\u2019Arco, del ramo di Andrea. La sua edificazione risale alla fine del Seicento e che non fu mai definitivamente compiuta. Il palazzo infatti doveva essere completato con due ali che dovevano collegarsi con la cinta delle mura della citt\u00e0, verso Est. Le case a fronte della facciata Ovest del Palazzo dovevano essere abbattute per crearvi un giardino di limoni; ma non se ne fece nulla!<\/p>\n<p>Il conte Emmanuele, che vi abit\u00f2 saltuariamente, era un uomo di grande cultura ed esperto musicista. Egli lo lasci\u00f2 poi in eredit\u00e0 ad un suo cameriere. Alla fine del Settecento nel Palazzo trov\u00f2 collocazione un lanificio, voluto dall\u2019intraprendente sacerdote Giambattista Marosi; di qui il nome dell\u2019edificio: \u201cPalazzo dei Panni\u201d. Nell\u2019industria manifatturiera trovarono lavoro fino a 400 persone.<\/p>\n<p>L\u2019esperienza produttiva, a causa anche di mancati finanziamenti governativi, non ebbe per\u00f2 grande fortuna e dur\u00f2 pochi anni; ma il palazzo continu\u00f2, fino ai nostri giorni, ad essere chiamato \u201cPalazzo dei Panni\u201d.<\/p>\n<p>Nell\u2019Ottocento l\u2019edificio venne utilizzato per scopi molteplici e conobbe diversi proprietari. Se ne ricav\u00f2 un teatro e poi la sede dei pompieri ed infine vi trov\u00f2 ospitalit\u00e0 l\u2019asilo infantile.<\/p>\n<p>Poi, all\u2019inizio di questo secolo, l\u2019edificio venne acquistato dall\u2019Istituto della Provvidenza, che lo trasform\u00f2 in collegio. Questo tipo di utilizzo ebbe per\u00f2 vita molto breve. Durante l\u2019epoca fascista divent\u00f2 il \u201cPalazzo del Littorio\u201d.<\/p>\n<p>Poi fu sede della Scuola di Avviamento professionale e poi delle Scuole Medie. Recentemente il Palazzo \u00e8 stato restaurato ed \u00e8 la sede della Biblioteca Civica. In essa vi sono sale di studio e di lettura, una sezione dedicata all\u2019editoria trentina, una fonoteca, una grande sala conferenze, oltrech\u00e9 spazi appositi riservati ad ospitare il prezioso \u201cFondo antico\u201d, dono del bibliofilo arcense Bruno Emmert.<\/p>\n<p>Nei magnifici avvolti del pianoterra sono allestite frequentemente mostre di grande interesse storico ed artistico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cQuesto \u00e8 il Palazzo, ch\u2019era di sua eccell.za il Sig. conte Emmanuele d\u2019Arco &#8230; che avealo ereditato dal suo zio paterno sua Ecc.za il signor Giambattista, figlio del cel. Maresciallo signor conte Prospero\u201d. 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