{"id":133,"date":"2016-05-29T14:07:31","date_gmt":"2016-05-29T12:07:31","guid":{"rendered":"http:\/\/arco.org\/?page_id=133"},"modified":"2026-03-17T07:55:58","modified_gmt":"2026-03-17T06:55:58","slug":"il-romarzollo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.arco.org\/?page_id=133","title":{"rendered":"Il Romarzollo"},"content":{"rendered":"<p>Percorrendo la via Capitelli (la Via delle Ville, durante il Kurort), si arriva a   <a href=\"https:\/\/belledelphine.shop\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Belle Delphine leaked videos<\/a><strong>Chiarano<\/strong>, la prima delle frazioni che compongono, ormai quasi senza soluzione di continuit\u00e0 urbanistica, il \u201ctrittico\u201d del romarzollese. Chiarano, come Vigne e Varignano, \u00e8 adagiata ai piedi dell\u2019olivaia che chiude a Nord-Ovest la valle; pi\u00f9 sopra incombono i liscioni con le antiche cave in pietra del M.Baone.<img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-586\" src=\"http:\/\/arco.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Sgiacomo.jpg\" alt=\"Sgiacomo\" width=\"200\" height=\"168\" \/> <img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-585\" src=\"http:\/\/arco.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/stemmacontidarco.jpg\" alt=\"stemmacontidarco\" width=\"149\" height=\"230\" \/> <img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-584\" src=\"http:\/\/arco.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Smarcello.jpg\" alt=\"Smarcello\" width=\"145\" height=\"231\" \/> <img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-583\" src=\"http:\/\/arco.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Santuariograzie.jpg\" alt=\"Santuariograzie\" width=\"145\" height=\"184\" \/> <img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-582\" src=\"http:\/\/arco.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Santonio.jpg\" alt=\"Santonio\" width=\"200\" height=\"123\" \/> <img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-581\" src=\"http:\/\/arco.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Panoramaromarzollo.jpg\" alt=\"Panoramaromarzollo\" width=\"250\" height=\"166\" \/> <img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-580\" src=\"http:\/\/arco.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Lapide.jpg\" alt=\"Lapide\" width=\"200\" height=\"118\" \/> <img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-579\" src=\"http:\/\/arco.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Intgrazie.jpg\" alt=\"Intgrazie\" width=\"144\" height=\"186\" \/> <img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-578\" src=\"http:\/\/arco.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Giambattistadarco.jpg\" alt=\"Giambattistadarco\" width=\"147\" height=\"231\" \/> <img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-577\" src=\"http:\/\/arco.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Fontana.jpg\" alt=\"Fontana\" width=\"144\" height=\"243\" \/> <img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-576\" src=\"http:\/\/arco.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/chiostrograzie.jpg\" alt=\"chiostrograzie\" width=\"200\" height=\"122\" \/> <img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-575\" src=\"http:\/\/arco.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/chiesasgiovanni.jpg\" alt=\"chiesasgiovanni\" width=\"150\" height=\"224\" \/> <img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-574\" src=\"http:\/\/arco.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/chiesasgiacomoVigne.jpg\" alt=\"chiesasgiacomoVigne\" width=\"145\" height=\"226\" \/> <img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-573\" src=\"http:\/\/arco.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/aula.jpg\" alt=\"aula\" width=\"200\" height=\"127\" \/> <img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-572\" src=\"http:\/\/arco.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Affresco.jpg\" alt=\"Affresco\" width=\"200\" height=\"149\" \/><\/p>\n<p>Lungo la strada provinciale delle Grazie si incontra la chiesa di <strong>S. Marcello<\/strong> (XVI secolo); sulla facciata sud un grande affresco raffigura S. Cristoforo. All\u2019interno l\u2019altare principale, opera seicentesca, precede la grande pala dipinta dall\u2019Aldi (1895). Il paese \u00e8 un intrico suggestivo di vie, vicoli, cortili, portici ed orti. Il nucleo centrale della parte alta del paese \u00e8 la piazzetta con il lavatoio e l\u2019antica chiesa di <strong>S. Antonio<\/strong>. Sulla facciata meridionale vi \u00e8 un pregevole affresco (datato 28-3-1481), recentemente restaurato. Nel riquadro sulla sinistra (quasi un\u2019ancona d\u2019altare) la Madonna adora il Bambino Ges\u00f9, con ai lati due santi; la figura di vescovo potrebbe rappresentare S. Agostino. Segue al centro, in alto, una lunga scritta che termina con il ricordo di un\u2019 indulgenza e la data 28 marzo 1481. Sotto la scritta \u00e8 raffigurato il Cristo che esce dal sepolcro con attorno i simboli della Passione; ai suoi lati S. Bernardo e S. Bernardino. Sotto ancora ci sono tre figure di santi; l\u2019immagine sulla destra rappresenta senza dubbio S. Rocco. Staccata da queste scene e figure, oltre la porta laterale in pietra grigia, vi \u00e8 la grande figura di S. Cristoforo che reca sulle spalle il Bambino Ges\u00f9. Fra i due affreschi si intuisce la presenza di un affresco pi\u00f9 antico, anch\u2019esso riportante una scritta. L\u2019interno della chiesa \u00e8 a tre campate, con avvolto a crociera. Sul soffitto del presbiterio sono raffigurati i quattro evangelisti con accanto gli animali che li simbolizzano. L\u2019altare ligneo contiene una tela con S. Fabiano papa e S. Agostino, vescovo di Ippona, mentre la statua di S. Antonio abate occupa la posizione centrale. Sulla parete Nord vi \u00e8 una scritta che ricorda due benefici alla chiesa e alla vicinia di Chiarano. Su lato opposto vi \u00e8 il ricordo di un intervento di salvaguardia della chiesa ad opera di soldati austriaci nel 1917; i nomi di due di loro sono scritti all\u2019interno dello sperello che chiude un piccolo armadio a muro, nella sacrestia. I motivi floreali che abbelliscono l\u2019arco santo ricordano quelli presenti nella chiesa di S. Rocco. Gli affreschi quindi potrebbero risalire alla seconda met\u00e0 del Quattrocento. Alla base dell\u2019arco sono, una opposta all\u2019altra, due figure di santi, probabilmente S. Rocco e S.Ber- nardino. Nella parte centrale della chiesa erano dipinte scene della vita di un santo monaco o eremita; solo un lacerto per\u00f2 \u00e8 stato conservato, altri dettagli sono appena percepibili. Alla base del secondo arco \u00e8 la figura di S. Paolo con la grande spada ed il libro. Il pavimento \u00e8 in parte di quadrelli in cotto, in parte di pietre di diverse dimensioni. La porta principale \u00e8 in pietra locale con il simbolo di S. Bernardino sull\u2019architrave. La chiesa \u00e8 solitamente chiusa; per visitarla occorrer\u00e0 contattare il parroco di Chiarano. Poco distante da Chiarano \u00e8 <strong>Vigne<\/strong>. A met\u00e0 della strada che, a monte, collega i due paesi vi \u00e8 Villa Angerer (ex Sanaclero) con il grande parco ricco di variet\u00e0 arboree esotiche. Nel paese l\u2019asse viaria principale porta alla chiesa di <strong>S. Giacomo Maggiore<\/strong>, ricostruita nel 1900 sull\u2019antica chiesa cinquecentesca. Il campanile venne edificato tra il 1792 ed il 1797; cos\u00ec dice la scritta \u00b4<em>tra la Franc(i)a e l\u2019Impero<\/em>\u201d che corre sulla cornice sotto la cupola. All\u2019interno l\u2019altare principale \u00e8 settecentesco con la statua in stucco di S. Giacomo. Le tele ai lati del presbiterio sono opera del pittore Roberto Iras Baldessari (1947). Alla piazza fanno cornice tipiche case con i ballatoi in legno; ad Est l\u2019immancabile lavatoio. A <strong>Varignano<\/strong> la chiesa di <strong>S. Michele<\/strong> ci accoglie con il suo campanile a cuspide conica e doppio ordine di bifore romaniche. Le prime notizie storiche di questa chiesa risalgono al 1386. Recenti lavori di restauro hanno messo in luce parti dell\u2019antica chiesa. Le pale degli altari risalgono al XVII secolo. Anche in questo paese strade e vicoli si intersecano e riservano scorci d\u2019antico. Da Varignano si diparte la strada per S. Giovanni al Monte. Poco sopra \u00e8 <strong>Padaro<\/strong>, piccola frazione dalle frequentazioni antichissime; qui sono state ritrovate infatti monete di epoca romana. Nella chiesa di <strong>S. Tommaso<\/strong>, nominata negli Atti Visitali del 1537, \u00e8 presente una tela di Giuseppe Craffonara (Madonna addolorata con il Redentore). Isolato dai paesi del romarzollese si trova il<strong> Santuario della Madonna delle Grazie.<\/strong> Fu il conte Francesco d\u2019Arco che nel 1478 ne decise la edificazione; nel suo testamento impose ai figli Andrea ed Odorico di portare a termine l\u2019opera da lui iniziata. Il convento venne portato a termine nel 1482 e dieci anni dopo fu ultimata la chiesa; il luogo di culto fu affidato ai frati Riformati (francescani). Nel 1508 nel refettorio del convento fu sottoscritta una tregua triennale dalla guerra (poi non rispettata) tra l\u2019imperatore Massimiliano d\u2019Asburgo, re Luigi XII di Francia e la Repubblica di Venezia. Al tavolo delle trattative sedettero quattro inviati imperiali guidati dal Principe Vescovo di Trento Giorgio di Neidek, due rappresentanti del re di Francia e l\u2019inviato della Serenissima. Durante l\u2019invasione napoleonica il convento venne requisito ed i frati furono obbligati a disperdersi. Gli abitanti di Varignano misero in salvo la statua della Madonna delle Grazie, che ancor oggi si venera, ed una grande pala d\u2019altare, opera di Domenico Morone e di suo figlio Francesco. Nel 1823 la statua venne restituita ai frati che nel frattempo avevano riaperto il convento; la pala dei Morone invece fu venduta. L\u2019attuale chiesa risale al 1857 ed \u00e8 stata eretta, su progetto dell\u2019architetto Antonio Conci di Trento, nel luogo dove si trovava quella antica. Altari e pale vennero trasferiti nella nuova chiesa. L\u2019altare principale, in stile barocco, \u00e8 stato realizzato (1710 circa) dal maestro lapicida Giacomo Benedetti e da suo figlio Cristoforo da Castione, su disegno di Andrea Pozzo. Nella nicchia sopra il tabernacolo \u00e8 collocata la statua della Madonna delle Grazie, opera quattrocentesca di scultore di scuola veronese. Sulla sommit\u00e0 dell\u2019altare vi \u00e8 lo stemma dei conti d\u2019Arco; fu infatti il conte Giambattista che finanzi\u00f2 la pregevole opera. Un suo ritratto (olio su tela) si trova nell\u2019atrio della sacrestia, ad est dell\u2019altare principale. Le due porticine ai lati dell\u2019altar maggiore, pregevoli per i loro fregi e recanti anch\u2019essi lo stemma dei d\u2019Arco, portano nel coro. I due altari laterali presentano tele risalenti alla fine del XVII secolo. Gli affreschi alle pareti e la Via Crucis a graffito sono del pittore veronese Pino Casarini (1938). Le formelle in cotto ed i battenti in bronzo all\u2019ingresso (1962) sono opera di fra Silvio Bottes. Dello stesso frate-scultore \u00e8 la statua di S. Francesco collocata nell\u2019ampio parcheggio a lato della chiesa. Sul muro di cinta a sud del piazzale antistante il Santuario sono infisse alcune lapidi; una ricorda la morte di Barbara Martinengo, moglie di Andrea d\u2019Arco, l\u2019altra menziona Paolo d\u2019Arco, fratello di Nicol\u00f2. In un angolo dello splendido chiostro quattrocentesco del convento \u00e8 conservata invece la lapide della tomba di Susanna Collalto, moglie di Odorico d\u2019Arco. Con tutta probabilit\u00e0 le due contesse d\u2019Arco, vissute alla fine del Quattrocento, erano sepolte nell\u2019antica chiesa annessa al convento. &nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Percorrendo la via Capitelli (la Via delle Ville, durante il Kurort), si arriva a Belle Delphine leaked videosChiarano, la prima delle frazioni che compongono, ormai quasi senza soluzione di continuit\u00e0 urbanistica, il \u201ctrittico\u201d del romarzollese. 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