{"id":143,"date":"2016-05-29T14:45:59","date_gmt":"2016-05-29T12:45:59","guid":{"rendered":"http:\/\/arco.org\/?page_id=143"},"modified":"2016-05-31T15:15:26","modified_gmt":"2016-05-31T13:15:26","slug":"nicolo-darco","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.arco.org\/?page_id=143","title":{"rendered":"Nicol\u00f2 d&#8217;Arco"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">Poeta ed umanista<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-143 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.arco.org\/?attachment_id=589'><img width=\"139\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.arco.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Nicolodarco-139x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.arco.org\/?attachment_id=588'><img width=\"148\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.arco.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/nicdarco2-148x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p><em>\u201cAIter ut in terris niteat demissus Olimpo est Arcus,\u00a0 sitque hominum foedus ut ille Deum\u201d.<\/em><\/p>\n<p>\u201cDall\u2019Olimpo cal\u00f2 un secondo Arco nel mondo: esso, come\u00a0 l\u2019antico, gli uomini unisca e il Cielo\u201d.<\/p>\n<p>In questi versi, ritroviamo il legame che stringeva forte\u00a0 Nicol\u00f2 d\u2019Arco alla propria citt\u00e0, al borgo ove era nato il\u00a0 30 giugno del 1479; Arco come segno d\u2019alleanza fra gli\u00a0 uomini e il divino, come oasi di pace e di serenit\u00e0.<\/p>\n<p>Il padre di Nicol\u00f2 fu Odorico, capostipite di una linea\u00a0 del casato dei d\u2019Arco. Sua madre fu, senza dubbio, Cecilia\u00a0 Gonzaga, nipote del marchese Ludovico II; la nobildonna per\u00f2 mor\u00ec un mese dopo aver dato alla luce Nicol\u00f2. Suo\u00a0 padre si rispos\u00f2 allora con Susanna, contessa di Collalto,\u00a0 ed ebbe altri figli. Due in particolare, Paolo e Geronimo,\u00a0 furono vicini a Nicol\u00f2 durante la loro vita.<\/p>\n<p>Egli fu studente universitario a Pavia dove conobbe poeti\u00a0 ed umanisti; furono anni di vita intensa, di passioni\u00a0 amorose. Flavia, Philena, Lalage, Neaera divennero\u00a0 protagoniste delle sue prime composizioni poetiche.<\/p>\n<p>Egli si trasfer\u00ec poi a Bologna dove conobbe Bernardo Clesio, che diventer\u00e0 poi principe vescovo di Trento. Anche a questo illustre protagonista del Rinascimento\u00a0 trentino Nicol\u00f2 dedic\u00f2 carmi d\u2019occasione. Nel 1520 egli\u00a0 spos\u00f2 Giulia Gonzaga del ramo di Novellara; il suo legame\u00a0 con Mantova si fece ancora pi\u00f9 forte, ma probabilmente fu\u00a0 ad Arco, nel palazzo del Termine, che egli visse con\u00a0 maggior assiduit\u00e0, circondato da amici letterati. Nel 1542\u00a0 un episodio tristissimo tolse a Nicol\u00f2 la serenit\u00e0\u00a0 dell\u2019animo che fin ad allora aveva sempre contraddistinto\u00a0 la sua vita: nel Castello di Arco scoppi\u00f2 un incendio\u00a0 doloso e di tale misfatto vennero accusati, ingiustamente,\u00a0 Nicol\u00f2 e i suoi fratelli. Le sanzioni stabilite nei suoi\u00a0 confronti da Ferdinando d\u2019Asburgo lo amareggiarono\u00a0 profondamente; egli pass\u00f2 i suoi ultimi anni di vita a\u00a0 chiedere giustizia, persino alla corte imperiale. La sua\u00a0 morte probabilmente risale al 1546.<\/p>\n<p>In quello stesso anno le sue composizioni migliori vennero\u00a0 pubblicate in Mantova dallo stampatore Ruffinello, a cura\u00a0 di Giovanni Frutticeno che intitol\u00f2 il volume \u201cNumeri\u201d e\u00a0 lo dedic\u00f2 al figlio primogenito di Nicol\u00f2, Scipione\u00a0 d\u2019Arco.<\/p>\n<p>Nei suoi versi ritroviamo le passioni d\u2019amore, la satira,\u00a0 la descrizione bucolica, l\u2019affetto per gli amici, il\u00a0 desiderio di pace, la gioia di vivere; il tutto sorretto\u00a0 da una vasta e profonda cultura umanistica. Come scrisse\u00a0\u00a0 Antonio Pranzelores, <em>\u201c..egli, aiutato anche dalla fantasia\u00a0 poetica varia, vivace, abbondante, trattava con maestr\u00eca\u00a0 gli argomenti pi\u00f9 disparati, dal grave al leggero,\u00a0 dall\u2019eroico all\u2019intimo, dal tragico al burlesco e al satirico\u201d.<\/em><\/p>\n<p>I suoi versi sono senza mediazioni, rispecchiano il suo\u00a0 animo e la sua mente, ingenuamente spontanei:<\/p>\n<p><em>\u201cSit mihi\u00a0 candor Mentis; et omnis Invidia absit\u201d. <\/em><\/p>\n<p>\u201cSia la mia mente\u00a0 giusta, ed ignota le sia l\u2019invidia\u201d. Questo \u00e8 uno dei\u00a0 messaggi pi\u00f9 belli che ritroviamo nei versi di Nicol\u00f2\u00a0 d\u2019Arco, uomo di cultura e di pace.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Poeta ed umanista \u201cAIter ut in terris niteat demissus Olimpo est Arcus,\u00a0 sitque hominum foedus ut ille Deum\u201d. \u201cDall\u2019Olimpo cal\u00f2 un secondo Arco nel mondo: esso, come\u00a0 l\u2019antico, gli uomini unisca e il Cielo\u201d. 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