{"id":204,"date":"2016-05-29T18:34:42","date_gmt":"2016-05-29T16:34:42","guid":{"rendered":"http:\/\/arco.org\/?page_id=204"},"modified":"2016-06-06T13:22:30","modified_gmt":"2016-06-06T11:22:30","slug":"la-vegetazione-spontanea","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.arco.org\/?page_id=204","title":{"rendered":"La vegetazione spontanea"},"content":{"rendered":"<p>Il miglior parametro che permette di studiare, in termini realistici, il clima di un certo territorio \u00e8 senza dubbio lo sviluppo della vegetazione spontanea. Se gli impianti agricoli ed il verde di parchi e giardini godono della cura dell\u2019uomo che studia la loro collocazione e che sa temperare, almeno in parte, le impreviste \u201coffese\u201d climatiche, le erbe, gli arbusti e le piante che crescono spontaneamente sono indice, invece, di adattamento naturale, sono testimonianze bioclimatiche di estremo valore, che possono variare, nella loro tipologia, anche entro brevi distanze.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-742\" src=\"http:\/\/arco.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/gigliorosso.jpg\" alt=\"gigliorosso\" width=\"177\" height=\"203\" \/> <img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-743\" src=\"http:\/\/arco.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/mughi.jpg\" alt=\"mughi\" width=\"236\" height=\"204\" \/> <img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-744\" src=\"http:\/\/arco.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/pratisangio.jpg\" alt=\"pratisangio\" width=\"236\" height=\"182\" \/> <img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-745\" src=\"http:\/\/arco.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/valeriana.jpg\" alt=\"valeriana\" width=\"236\" height=\"153\" \/><\/p>\n<p>Ebbene, il territorio del comune di Arco offre una sorpendente variet\u00e0 di ambienti naturali, grandi tessere di un <em>puzzle<\/em>, caratterizzate ognuna da specie vegetazionali che si compenetrano lungo confini non rigidamente definiti.<\/p>\n<p>Si offriranno qui solo alcuni cenni sulle specie pi\u00f9 diffuse, sottolineando soprattutto l\u2019aspetto della \u201cstratificazione\u201d della flora in ambiti territoriali ristretti.<\/p>\n<p>Nel fondovalle, la campagna con le varie coltivazioni lascia poco spazio al verde spontaneo, ma lungo i margini dei campi, sui bordi dei canali, lungo i muretti non \u00e8 infrequente imbattersi in siepi di rovo delle more, nella pianta perenne dell\u2019assenzio, nell\u2019erba cipressina, in ciuffi di malva.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 forse la collina l\u2019ambiente che offre una pi\u00f9 vasta gamma di \u201coccasioni\u201d vegetali spontanee. Lungo i pendii soleggiati troviamo le ginestre; sottili nei loro steli eppure cos\u00ec resistenti, esse inondano l\u2019aria con il profumo dolce dei loro fiori gialli. L\u2019albero di Giuda risalta nella boscaglia per la vistosa fioritura rosso-violacea. Nelle fratture delle rocce, abbarbicati alle ripide pareti come tanti freeclimbers, crescono i lecci. Essi sono, accanto all\u2019olivo, il simbolo della mediterraneit\u00e0 del Basso Sarca; e si ritrovano ad altitudini incredibili, disseminati entro <em>habitat<\/em> per loro comunemente inospitali. Lungo il fianco del M. Stivo si ritrovano lecci alla quota di m. 1.300. E quando il leccio crea, sui pendii e nei pianori, una fitta boscaglia, fa la sua comparsa il pungitopo, una specie protetta dalla legge provinciale.<\/p>\n<p>Non si possono dimenticare la menta, la ruta, la lavanda e il rosmarino; le ultime due coltivate e poi inselvatichite nei luoghi pi\u00f9 propizi. Un po\u2019 ovunque, ai margini delle strade, lungo i ghiaioni calcarei, si ritrova la valeriana rossa dalle infiorescenze a corimbi. E cos\u00ec \u00e8 diffuso anche lo scotano, un arbusto dalle larghe foglie ovoidali che in autunno assumono tonalit\u00e0 rosse ed arancio stupende. Fino al secolo scorso esse venivano usate per la concia delle pelli.<\/p>\n<p>Salendo lungo i dossi incontriamo pini neri, melograni selvatici, frassini, allori, roverelle, ornielli, carpini neri; tutte piante che allignano su terreni ostili e che esse stesse sanno migliorare con un crescente apporto di <em>humus<\/em>.<\/p>\n<p>Se si sale oltre si entra nel regno del nocciolo, del maggiociondolo e del castagno. Seguono poi le faggete, gli abeti rossi, i larici ed infine i mughi. Nei prati, fra i tanti fiori, si segnalano l\u2019aquilegia, il giglio rosso,la genziana, il veratro, la negritella.<\/p>\n<p>Attorno alla vetta dello Stivo crescono i rododendri e le stelle alpine.<\/p>\n<p>Tutte queste piante, questi arbusti, queste erbe si sviluppano secondo ritmi naturali, protette da particolari condizioni ambientali. A noi tutti spetta il compito di rispettarle e di favorirne la propagazione, ma il primo passo da compiere sar\u00e0 quello di accorgersi di loro!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il miglior parametro che permette di studiare, in termini realistici, il clima di un certo territorio \u00e8 senza dubbio lo sviluppo della vegetazione spontanea. 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