{"id":234,"date":"2016-05-29T18:41:05","date_gmt":"2016-05-29T16:41:05","guid":{"rendered":"http:\/\/arco.org\/?page_id=234"},"modified":"2016-06-06T14:19:53","modified_gmt":"2016-06-06T12:19:53","slug":"padaro-mandrea-s-giovanni","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.arco.org\/?page_id=234","title":{"rendered":"Padaro, Mandrea, S.Giovanni"},"content":{"rendered":"<p>La destra orografica del solco vallivo in cui \u00e8 racchiuso il territorio del Comune di Arco presenta m\u00e8te di grande richiamo sia per chi ama camminare che per gli appassionati di mountain bike o per chi, pi\u00f9 comodamente, preferisce spostarsi in automobile.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-817\" src=\"http:\/\/arco.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/faggiosgiovannijpg.jpg\" alt=\"faggiosgiovannijpg\" width=\"200\" height=\"129\" \/> <img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-818\" src=\"http:\/\/arco.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Faggisecolari-300x83.jpg\" alt=\"Faggisecolari\" width=\"300\" height=\"83\" srcset=\"https:\/\/www.arco.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Faggisecolari-300x83.jpg 300w, https:\/\/www.arco.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Faggisecolari.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/> <img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-819\" src=\"http:\/\/arco.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/gorghi.jpg\" alt=\"gorghi\" width=\"200\" height=\"109\" \/> <img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-820\" src=\"http:\/\/arco.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/mandrea.jpg\" alt=\"mandrea\" width=\"250\" height=\"145\" \/> <img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-821\" src=\"http:\/\/arco.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/padaro.jpg\" alt=\"padaro\" width=\"200\" height=\"152\" \/> <img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-822\" src=\"http:\/\/arco.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/praidagom-300x102.jpg\" alt=\"praidagom\" width=\"300\" height=\"102\" srcset=\"https:\/\/www.arco.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/praidagom-300x102.jpg 300w, https:\/\/www.arco.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/praidagom.jpg 450w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>La strada che sale a S. Giovanni ha inizio a Varignano, nel romarzollese. Superato l\u2019abitato, il percorso presenta una ripida salita, da compiere con prudenza. L\u2019olivaia si sviluppa tutt\u2019attorno; sul lato Ovest fa da corona alla strada e presenta una delle piante pi\u00f9 antiche presenti nella valle, il mitico \u201colif del Bottes\u201d. Sul lato Est invece i gradoni scendono bruscamente verso la piana del Basso Sarca.<\/p>\n<p>Si arriva cos\u00ec a Padaro, dopo aver superato il capitello dedicato a San Rocco, uno dei tanti che la religiosit\u00e0 popolare ha disseminato nelle contrade della valle. Padaro \u00e8 un piccolo centro abitato che \u00e8 stato rivitalizzato dalla realizzazione della strada asfaltata. Aldo Gorfer nel suo libro \u201cSolo il vento bussa alla porta\u201d (1970) l\u2019aveva posto nel novero dei paesi abbandonati o perlomeno isolati. Ora invece il paese \u00e8 tornato ad assumere una propria identit\u00e0 ed ai ceppi famigliari pi\u00f9 radicati se ne sono aggiunti altri.<\/p>\n<p>Nella chiesa di San Tommaso, (citata negli Atti Visitali del 1537), vi \u00e8 una tela Madonna addolorata e Redentore, opera di Giuseppe Craffonara, pittore rivano, uno dei pi\u00f9 grandi artisti neoclassici trentini.<\/p>\n<p>Come si \u00e8 gi\u00e0 detto nella parte storico-artistica di questa guida, in questa localit\u00e0, nel 1883, vennero ritrovate circa 80 monete romane, risalenti all\u2019epoca imperiale; alcune di esse furono esaminate dal noto archeologo roveretano Paolo Orsi.<\/p>\n<p>La strada supera un secondo dislivello grazie ad alcuni tornanti; lo sguardo corre lungo il pendio e la valletta di Padaro, fino a perdersi nell\u2019azzurro del Garda.<\/p>\n<p>Si giunge a Mandrea; poche le case allineate lungo la via, qualche prato, le pareti rocciose ad Ovest mostrano ampi segno di modellamento. Poi la strada costeggia il fianco montuoso a strapiombo sulla zona di Dro e Ceniga. Sullo sfondo le Marocche e il castello di Drena.<\/p>\n<p>Siamo in prossimit\u00e0 del Dos del Clef; \u00e8 qui che arriva il \u201csentiero degli scaloni\u201d. Di qui si pu\u00f2 proseguire sul versante del M.Biaina, godendo di uno splendido panorama.<\/p>\n<p>Continuando la strada principale si incontrano altre case immerse nel bosco od al limitare di un prato. E finalmente ecco S. Giovanni al Monte (m.1050 s.l.m.) con la chiesetta, la fontana, la grande malga ora trasformata in rifugio e ristorante, la colonia della Parrocchia di Arco e tante case; alcune sono le antiche residenze contadine abitate al tempo dell\u2019alpeggio e della fienagione, altre sono state edificate recentemente.<\/p>\n<p>In pochi minuti si \u00e8 passati accanto agli olivi, alle viti, ai pini neri, ai lecci, ai castagni, ai noccioli, per poi immergersi nelle abetaie e soprattutto nello splendido bosco ceduo, dove il faggio domina, signore assoluto.<\/p>\n<p>S.Giovanni al Monte ha avuto in epoca preistorica un ruolo importante come luogo di passaggio tra il territorio dell\u2019Alto Garda e le zone del Lomaso e del Bleggio. All\u2019inizio degli anni Ottanta sono state rinvenute tracce di accampamenti stagionali, risalenti con tutta probabilit\u00e0 al periodo mesolotico (4.500 a.C.). Ad epoca relativamente pi\u00f9 recente \u00e8 da attribuirsi invece una struttura tombale, ritrovata nel 1981, contenente resti di tredici persone. L\u2019esame del modesto corredo (un elemento di collana in pasta vitrea, due frammenti di ceramica ed un bracciale di bronzo) ha permesso di far risalire questa sepoltura alla seconda met\u00e0 del IV secolo dopo Cristo.<\/p>\n<p>Presso la chiesa di S. Giovanni Battista (XVI secolo) vi era anche un eremo. Documenti d\u2019archivio testimoniano che, nel corso dei secoli, molti furono gli eremiti che si stabilirono a S. Giovanni al Monte, coltivando il proprio orto, pregando e raccogliendo l\u2019elemosina. Essi appartenevano per lo pi\u00f9 alla comunit\u00e0 dei frati francescani.<br \/>\nS.Giovanni pu\u00f2 rappresentare il punto di partenza per itinerari diversi che di qui si irradiano come dita invisibili di una mano che ci vuole indicare splendidi percorsi nella natura.<\/p>\n<p>Di grande comodit\u00e0 \u00e8 la strada che, partendo dalle Marcarie, conduce ai Prai da Gom; splendida \u00e8 la veduta sul Car\u00e8 Alto e sulle guglie delle gruppo del Brenta. Di qui si pu\u00f2 proseguire fino alla localit\u00e0 Gorghi, ove sono presenti alcune abitazioni. \u00c8 possibile raggiungere poi la localit\u00e0 Treni e di qui il Rifugio S. Pietro, seguendo l\u2019itinerario opportunamente indicato. In alternativa si pu\u00f2 scendere a Varignano lungo l\u2019antica mulattiera dei \u201ccapitelli\u201d fino ad arrivare alle cave che sovrastano l\u2019abitato.<\/p>\n<p>Sul versante opposto invece \u00e8 di grande interesse l\u2019itinerario che conduce al M. Casale ed al rifugio \u201cDon Zio\u201d.<\/p>\n<p>Una m\u00e8ta intermedia su questo versante \u00e8 il \u201cPr\u00e0 dei muci\u201d; un\u2019antica leggenda vuole che gli strani tumuli che ancora sono presenti in questo pianoro non siano altro che mucchi di fieno raccolti da contadini in un giorno di festa. Contravvenendo questi ultimi all\u2019obbligo cristiano di santificare le feste, la punizione divina aveva trasformato il loro fieno in mucchi di terra. Questa leggenda, tuttora tramandata, \u00e8 ricordata anche da Amborgio Franco (storico del Seicento) nelle sue memorie storiche riguardanti Arco.<\/p>\n<p>Da S. Giovanni al Monte si pu\u00f2 scendere poi verso Lundo ed il Lomaso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La destra orografica del solco vallivo in cui \u00e8 racchiuso il territorio del Comune di Arco presenta m\u00e8te di grande richiamo sia per chi ama camminare che per gli appassionati di mountain bike o per chi, pi\u00f9 comodamente, preferisce spostarsi in automobile. La strada che sale a S. Giovanni ha inizio a Varignano, nel romarzollese. &hellip; <a href=\"https:\/\/www.arco.org\/?page_id=234\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Padaro, Mandrea, S.Giovanni<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":212,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.arco.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/234"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.arco.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.arco.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arco.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arco.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=234"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.arco.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/234\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":823,"href":"https:\/\/www.arco.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/234\/revisions\/823"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arco.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/212"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.arco.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=234"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}